22) Heidegger. Su Nietzsche e il superuomo.
Nietzsche  stato il primo a comprendere che nell'attuale fase
storica l'uomo si prepara ad assumere il controllo totale della
terra e si  chiesto se egli  pronto per un tale compito.
Nell'analisi dell'uomo che deve oltrepassare se stesso (il
superuomo), emerge la sua natura meta-fisica.
M. Heidegger, Was heisst Denken?, Tbingen, 1954, 1971 3,
traduzione italiana di U. Ugazio e G. Vattimo, Che cosa significa
pensare?, volume I, Sugarco, Milano, 1978, pagine 69-71.
Nietzsche vede nell'ambito del pensiero essenziale, pi
chiaramente di chiunque altro, la necessit di un passaggio e con
esso il pericolo che l'uomo tradizionale rimanga sempre pi
ostinatamente alla superficie esterna della sua essenza
tradizionale e che consideri la superficie di queste superfici
come l'unico spazio per il suo soggiorno sulla terra. Questo
pericolo  tanto pi grande, in quanto si presenta in un momento
storico che Nietzsche fu il primo a riconoscere chiaramente e che
fu l'unico finora a penetrare metafisicamente in tutta la sua
portata. E' il momento in cui l'uomo si prepara ad assumere il
controllo totale della terra.
Nietzsche  il primo che si pone la domanda:  l'uomo in quanto
uomo, nella sua essenza tradizionale, preparato ad assumere questo
controllo? Se non lo , che cosa deve accadere perch egli si
sottometta la terra, e possa cos adempiere alla parola
dell'Antico Testamento? Nietzsche, nell'orizzonte del suo pensiero
chiama quest'uomo tradizionale l'ultimo uomo. Questo appellativo
non significa per che avrebbe fine, con colui che lo porta,
l'essenza dell'uomo in generale. L'ultimo uomo  invece quello che
non  pi in grado di guardare oltre se stesso e di accedere
finalmente al di l di se stesso, all'ambito del compito che gli 
proprio, eseguendolo in maniera essenziale. L'uomo tradizionale
non ne  capace, perch egli stesso non  ancora entrato nella sua
piena essenza. Nietzsche spiega: questa essenza dell'uomo non 
ancora per nulla stabilita, ossia essa non  stata n trovata n
resa stabile. Per questa ragione Nietzsche dice: L'uomo 
l'animale non ancora stabilito (festgestellte) . La frase ha un
suono strano. Eppure dice soltanto ci che il pensiero occidentale
ha pensato da sempre dell'uomo. L'uomo  l'animale razionale. Con
la ragione l'uomo si eleva al di sopra dell'animale, ma in una
maniera tale, per cui deve continuamente guardare dall'alto
l'animale, porlo sotto di s, troncare con esso. Se chiamiamo
sensibile tutto ci che  animale e compren-diamo la ragione come
ci che  non-sensibile e soprasensibile, l'uomo, l'animale
razionale, ci apparir come l'essenza sensibile-soprasensibile. Se
chiamiamo fisico, in base alla tradizione, tutto ci che 
sensibile, la ragione, il soprasensibile, si mostrer come ci che
sta oltre il sensibile, oltre il fisico, oltre si dice in greco
met; met t physik, oltre il fisico, il sensibile; nel suo
andar oltre il fisico  metafisico. L'uomo , finch viene
rappresentato come animale razionale, il fisico
nell'oltrepassamento del fisico. Detto in breve: nell'essenza
dell'uomo come animale razionale si raccoglie il passaggio dal
fisico al non-fisico e all'oltre-fisico: l'uomo  cos il meta-
fisico stesso. Ma nella misura in cui per Nietzsche manca una
rappresentazione adeguata tanto del fisico, del sensibile
nell'uomo, del corpo, quanto del non-sensibile, della ragione
nella sua essenza, l'uomo rimane nella sua determinazione
tradizionale l'animale non ancora rappresentato e, di conseguenza,
non ancora stabilito. [...] Ma per poter finalmente stabilire
l'essenza dell'uomo tradizionale, l'uomo tradizionale deve esser
portato oltre se stesso. L'uomo tradizionale  l'ultimo nella
misura in cui non  in grado, il che significa che non lo vuole,
di assoggettarsi a se stesso e di disprezzare ci che vi  di
spregevole nella sua modalit tradizionale. Per questa ragione 
necessario per l'uomo tradizionale cercare il passaggio oltre se
stesso e trovare il ponte verso quell'essenza cui l'uomo
tradizionale potr giungere quando avr oltrepassato la sua
tradizionale e ultima essenza. Nietzsche d la prima immagine di
questa modalit essenziale, da lui individuata,
dell'oltrepassamento di se stesso, dell'uomo nella figura di
Zarathustra. Nietzsche sceglie per l'uomo che va oltre se stesso,
che si pone cos al di sopra di s e finalmente si stabilisce, un
nome sin troppo facile al malinteso. Nietzsche chiama l'uomo che
va oltre l'uomo tradizionale il superuomo. Con questo
appellativo Nietzsche non intende indicare propriamente un
ingrandimento della dimensione dell'uomo tradizionale. Neppure 
inteso qui un tipo di uomo che rigetta l'umano e fa
dell'arbitrio la legge e di una titanica frenesia la regola. Il
superuomo  colui che per primo porta l'essenza dell'uomo
tradizionale nella sua verit e s'incarica di questa verit.
Novecento filosofico e scientifico, a cura di A. Negri, Marzorati,
Milano, 1991, volume secondo, pagine 286-287.
